Qatar SBK 09: Spies umilia Haga, Biaggi ed Aprilia strepitosi!

Commento alla seconda tappa del mondiale 2009 della Superbike dove in Qatar si è visto un Ben Spies grande protagonista assieme al solito Max Biaggi che ha portato in alto l'Aprilia

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    Qatar SBK 09: Spies umilia Haga, Biaggi ed Aprilia strepitosi!

    La seconda puntata di questa eccitantissima Saga SBK 09, andata in scena tre le roventi sabbie del Qatar in quel di Losail, lungo uno dei più bei circuiti del Mondo, ha visto il dominio assoluto del giovane Ben Spies che,

    da me subito indicato appena dopo la prima prova australiana quale pretendente numero uno al Titolo Iridato, mi ha letteralmente preso in parola centrando con una facilità stupefacente una doppietta formidabile in un tracciato da lui MAI visto prima, dopo aver siglato la sua seconda Superpole consecutiva, mentre la debuttante Aprilia nelle capaci mani del grande Max Biaggi, facendo letteralmente passi da gigante, appena alla sua seconda uscita mondiale si è ormai portata nel ristretto novero delle macchine migliori, piazzando due pesantissimi podi consecutivi e facendo già letteralmente paura a tutti.

    Veni, Vidi, Vici.

    Novello Giulio Cesare, a Spies è bastata appena una rapida occhiatina al campo di battaglia, rappresentato in questo caso dal favoloso tracciato di Losail, da lui mai visto prima, per fare letteralmente tabula rasa dei suoi ben più esperienzati avversari, vecchi abituè della World SBK, primo fra tutti un ormai ressegnato Haga che, nonostante cavalchi la moto nettamente migliore del lotto, non ha potuto far altro che alzare di nuovo bandiera bianca davanti a questo rookie terribile che vincerà il Titolo in assoluta scioltezza, ben prima dell’ultimo appuntamento in calendario.

    La facilità disarmante con cui Ben ha letteralmente distrutto Nori la dice veramente lunga sul fatto ormai acclarato che La Ducati ci abbia rimesso enormemente sostituendo il Grande dimissionario Bayliss con questo eterno perdente nipponico – molto meglio avrebbe fatto il Team Xerox a prendere Biaggi, che invece è stato vergognosamente tenuto sulla corda per mesi con false promesse, inducendolo comunque alla fine ad una scelta azzeccatissima – mentre la Yamaha ci abbia guadagnato in modo altrettanto piramidale, sbarazzandosi finalmente del suddetto inconcludente pilota per un autentico genio delle due ruote quale il giovane texano, che qui in Qatar ha sfoggiato anche una straordinaria saggezza nella condotta di gara, da vero Campione consumato, sapendo aspettare il momento giusto per sferrare strategicamente il proprio attacco vincente in entrambe le frazioni, compiendo due autentici capolavori tattici.

    E’ stato forse un bene che la disavventura di Gara 1 in Australia, nonostante i tantissimi punti perduti, gli sia successa appunto subito, con ancora tutto il Campionato ancora davanti, insegnandogli precocemente a non strafare, ed aspettare la giusta occasione, fidandosi del suo incredibile talento e del suo istinto innato per la Vittoria. Chi pensava che Ben si sarebbe trovato in difficoltà su piste a lui sconosciute non ha assolutamente capito che il vero Genio non ha affatto bisogno di conoscere da anni i tracciati per massacrare gli avversari come Spies sta ormai facendo regolarmente. Soltando la sfortuna, infatti, gli ha negato di fare bottino pieno con quattro centri su quattro, ed ha graziato Haga che del tutto provvisoriamente e fortunosamente comanda la Classifica Iridata: ancora per poco, ve lo assicuro.

    Similmente, sbaglia ancora chi si ostini a credere che la musica potrà cambiare in Europa, sulla base di chissà quali astrusi ragionamenti sulla presunta maggiore esperienza dei suoi avversari. Spies dall’alto della sua Classe ha già dimostrato di farsi letteralmente beffe di simili cervellotiche elucubrazioni, andando a vincere con enorme autorità su due circuiti estremamente selettivi, difficili, vari, nonchè a lui completamente ignoti come quelli di Phillip Island e Losail, dimostrandosi nei fatti nettamente il migliore in pista, sia in prova che in gara, nei tratti guidati come nelle parti veloci.

    PERCHE’ MAI, ripeto, la situazione dovrebbe cambiare?

    La nuova splendida R1 a scoppi irregolari poi lo sta assecondando alla perfezione, e la prova della assoluta validità della sua cavalcatura sta negli ottimi risultati del suo team mate Sykes – oggi settimo e quinto rispettivamente nelle due frazioni – certo buon pilota ma anche uno che prima d’ora non si era mai granchè distinto neppure nella British SBK. La comunque abissale differenza di rendimento tra i due, in sella alla medesima moto, la dice veramente lunga su QUALE sia il tremendo valore aggiunto che Ben sappia sfoggiare in ogni gara, QUANTO il texano sappia fare realmente la differenza riuscendo bravamente a sopperire, rendendo anzi profumatissimi interessi, perfino alla attuale leggera inferiorità del suo mezzo nei confronti delle Ducati ufficiali e delle velocissime Suzuki, purtroppo per loro pilotate da gente assai meno in gamba……….:). Sebbene Valencia sia per il texano solo un remoto ed inedito punto sulla carta geografica iberica, non abbiate paura, nè dubbio alcuno che il provetto cuoco Spies saprà cucinare ancora una volta a puntino i suoi avversari, sia pure in un ambito a lui nuovamente del tutto sconosciuto.

    Stesso discorso possiamo fare per gli altri due grandissimi protagonisti di Losail, ovverosia il Grande Max Biaggi e la sua sempre più sorprendente Aprila RSV4 che, appena alla seconda uscita assoluta della sua già brillante carriera, pur ancora acerbissima e con un enorme potenziale ancora da scoprire e da esprimere pienamente sta già facendo vedere i sorci verdi a Case ultra blasonate e con due decenni d’esperienza in questa difficilissima categoria. In quel di Noale stanno davvero facendo un lavoro straordinario, e il connubio vincente tra Max ed i bravi tecnici veneti, che già ha fruttato ben TRE Titoli Mondiali Piloti, si sta magicamente rinnovando anche oggi, con i fior di risultati che tutti possono ammirare.

    Analogamente a quanto accaduto a Spies, anche per The Emperor l’enorme, immeritata delusione di Gara 2 in Australia, quando già intravedeva un meritatissimo podio dopo aver splendidamente condotto per circa metà gara, nonostante la marea di punti anche qui letteralmente gettati al vento è risultata in qualche modo comunque salutare, insegnandogli a non strafare anzitempo – anche se ribadisco il fatto che Biaggi sia stato incolpevolmente obbligato ad uscire nel prato dal fortuito contatto occorso tra i due che seguiva da vicino, e che proprio in quel momento stava attaccando – forzando troppo una moto certo potenzialmente formidabile ma ancora decisamente acerba ed immatura, e ad accontentarsi di due splendidi terzi posti, assolutamente insperati alla viglilia.

    Max Biaggi

    Biaggi nonostante le enormi difficoltà, e pur consapevole della attuale inferiorità del suo mezzo nei confronti delle migliori e collaudatissime moto concorrenti che da lustri dominano il campo nella World SBK, in sella al suo giovanissimo drago nero ha comunque dato veramente il massimo possibile, riuscendo perfino a condurre bravamente per ben dodici giri Gara 1 ed a contrastare sempre fino all’ultimo metro in entrambe le frazioni la ben superiore Ducati Ufficiale, riuscendola forse ad eguagliare in velocità sul dritto ma soffrendo invece nei suoi confronti di una evidentissima inferiorità in fase di accelerazione, non riuscendo ancora a scaricare efficacemente a terra tutta la ragguardevole potenza di cui la pluricilindrica italiana è già peraltro capace.

    Quindi bene, anzi benissimo ha fatto dunque Max ad accontentarsi – si fa per dire, perchè altri ben più stagionati teams inseguono invano simili risultati da anni ed anni – di questi due strepitosi terzi posti che oltre a galvanizzare enormente il morale di pilota e Team saranno assolutamente preziosi per il Campione Romano in prospettiva Mondiale, catapultandolo al quarto posto assoluto e riportandolo prepotentemente in corsa per il Titolo Iridato, lungo un cammino ancora lunghissimo, dove la regolarità e la costanza di risultati si sono quasi sempre rivelate fattori decisivi per la Vittoria Finale, come ben sa del resto lo stesso Biaggi, arrivato alla stagione d’esordio a giocarsi l’Iride proprio all’ultimo appuntamento in calendario, e giunto alla fine dei giochi ad appena diciotto punti dal Titolo.

    L’assoluta bontà del progetto del mostro veneto è stata ribadita in Gara 1 anche dal formidabile quarto posto di Nakano (poi ripetutosi con un buona settima piazza nella seconda frazione, ben più veloce della prima), giunto per altro staccato di ben dieci secondi dal suo più illustre team mate, il che dimostra – esattamente come per Spies nei confronti di Sykes – quanto sia enorme il valore aggiunto che un Grande Campione quale Biaggi possa fornire. Anche i brillantissimi risultati nelle prime due Superpole della stagione, due perentori e pesantissimi secondo e terzo posto assoluti piazzati e firmati da Max, incidentalmente stanno proprio lì a dimostrarlo.

    La strada da fare è ancora tantissima, e risultati ancora migliori sono sicuramente dietro l’angolo, forse proprio in Terra di Spagna dove la già temibile e competitiva RSV4 riceverà il primo step di aggiornamento della sua pur brevissima carriera. Max stesso nelle dichiarazioni di precampionato ci aveva del resto avvertito che i primi due appuntamenti sarebbero stati disputati per forza di cose un pò avventurosamente, alla cieca, senza alcun precedente riferimento possibile ed alcuna reale possibilità di aggiornamento. A Valencia vedremo un’Aprilia forse più minacciosa e tremenda, un Leone di Venezia se possibile ancor più potente e terribile, pronto a sferrare la zampata vincente alla minima distrazione dei suoi pur formidabili avversari.

    Questa prima fase è stata dunque affrontata e superata dalla Casa di Noale in modo terribilmente brillante, con risultati assolutamente insperati, umiliando fra l’altro inesorabilmente l’altra debuttante europea, quella BMW che fin’ora ha abbondantemente deluso le aspettative e che avrebbe fatto davvero molto meglio ad appoggiarsi ad un esperto team esterno, magari italiano o britannico, invece di intestardirsi orgogliosamente a voler fare tutto da sola, pur senza alcuna esperienza letteralmente da decenni nel difficile ed insidiosissmo campo del motociclismo agonistico.

    In questo senso, la distanza che separa la pur gloriosa casa bavarese dall’Aprilia, da sempre abituata all’atmosfera racing e con decine di Titoli Mondiali Piloti e Marche già in bacheca, è veramente enorme, ed assai difficilmente colmabile. Le BMW di Corser e Xaus hanno sostanzialmente deluso tutti, proprio come in questa occasione – dopo il buonissimo esordio australiano – anche la Suzuki che pure qui aveva vinto ben cinque delle otto prove World SBK fin’ora disputate, con un Neukirchner completamente fuori fase a cominciare dalle prove, ed un Kagayama addirittura nullo.

    Tutto sommato positiva invece la prova della Honda che, persi già per strada i giovani leoni di Phillip Island, piazza col Team Ten Kate, in ombra in Australia, Checa quinto in gara 1 ed un velocissimo Kiyonari addirittura quarto in Gara 2, arrivato appena dietro Biaggi.

    Per tutto quanto esposto sopra, l’attesa per il nuovo episodio di questo straordinariamente esaltante, addirittura fantastico Mondiale SBK, partito davvero col botto per i nuovi protagonisti e Case in campo, e che andrà in onda in Terra di Spagna tra appena tre settimane è davvero spasmodica.

    Dunque, come sempre vi invito caldamente a non perdervi questo eccezionale, unico ed insostituibile spettacolo, offerto dal VERO Campionato delle VERE Moto: appuntamento quindi a Valencia per il nuovo entusiasmante step di questa incredibile Saga World SBK 2009, forse la più eccitante ed attesa in assoluto della sua Storia, dall’anno della sua stessa fondazione avvenuta nell’ormai lontano 1988: non ve ne pentirete, ve lo assicuro!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it