Schumi, perché non sorpassi??

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    Schumi, perché non sorpassi??

    Narra la leggenda che una volta Michelangelo guardò il suo capolavoro, il David, e gli dette una martellata urlandogli il celebre “perché non parli?“.

    Ora noi guardiamo questo campione incredibile, a fine carriera, e – consci che ormai non ha più niente da dimostrare – vogliamo dirgli: “perché non sorpassi??

    D’accordo che sorpassare non è semplice. D’accordo che Alonso chiude tutte le porte a doppia mandata e poi butta via le chiavi. Ma un po’ più d’intraprendenza stavolta ci voleva…

    Aveva fatto un errore in qualifica e un’altro in gara. Per di più ha “subito” una safety car che lo ha fatto finire dietro al suo rivale. Sa che sta perdendo punti pesantissimi e lui, in 15 giri, si limita ad accennare un mezzo sorpasso solo quando Alonso fa uno sbaglio nell’impostare una curva. Troppo poco.

    La cosa che fa ancora più rabbia vedendo il comportamento del Kaiser è che sul traguardo riesce persino a prendere la scia dello spagnolo ed a portare un attacco vero. Peccato che la gara finisca lì. E se c’avesse provato prima?

    Con questo, lo ribadisco, NON voglio minimamente mettere in discussione le qualità del campione: immense!.

    Ma ora che sta per lasciare il SUO mondo, quello dove ha dettato legge per più di dieci anni, diviene evidente un ragionamento.

    A Schumacher sono mancate due cose in carriera. Queste due cose gli hanno impedito forse anche di diventare quel mito che – con i numeri che si ritrova – sembrerebbe scontato dovesse diventare.

    La prima si chiama AVVERSARIO degno di questo nome. Solo battendo un Senna, ad esempio, avrebbe potuto far capire a tutti il suo talento. E ora resta un dubbio: è talmente forte da far sembrare tutti gli altri dei non-campioni, oppure dal ’94 al 2004 c’è stato solo lui con certe doti? La risposta a questa domanda non c’è ed è un peccato: altrimenti avremmo saputo se stiamo parlando di un fuoriclasse assoluto o solo di un campione capitato in un momento storico a lui favorevole.

    La seconda si chiama SORPASSO. Non è mai stato il suo pezzo forte. Non avendo mai avuto avversari degni è riuscito a smascherare questa pecca. Questa pecca, però, gli ha impedito di emozionare e di farsi amare dal pubblico come altri meno vincenti, invece, hanno fatto. Il sorpasso, inutile girarci intorno, è l’essenza delle corse.

    Tra due settimane – forse – annuncerà l’addio e ci saluterà tutti. NON facciamo gli ipocriti: non ricordiamolo così!

    E aspettiamo che sia la storia, comunque, a dare dei giudizi…