Shangai MotoGp 08: Vale rompe il digiuno, Stoner torna sul podio, ma il vero eroe è Lorenzo!

Valentino Rossi torna alla vittoria in MOtogp nel Gran PRemio della CIna

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    Shangai MotoGp 08: Vale rompe il digiuno, Stoner torna sul podio, ma il vero eroe è Lorenzo!

    La nuova puntata della Saga MotoGp 08, andata in onda per la quarta ed ultima volta qui a Shangai, in un appuntamento del tutto atipico dal punto di vista meteorologico, ha visto il ritorno al successo di Rossi dopo un lunghissimo digiuno (il cui inizio risaliva addirittura all’Estoril 07!) davanti a Pedrosa, il redivivo Stoner ed un grandissimo, stoico e fenomenale Lorenzo che, nonostante due fratture alle caviglie e comunque ancora convalescente per l’intervento chirurgico al braccio di appena due settimane fa, ha compiuto una fantastica, eroica impresa giungendo comunque quarto, risultando sicuramente il VERO VINCITORE MORALE di questa gara.

    La federazione internazionale, la Dorna e don Carmelo Ezpeleta in particolare non perdono davvero occasione per mostrare al mondo intero la loro incredibile imbecillità. Dopo aver perso la Turchia, un altro circuito davvero fantastico, hanno rinunciato criminalmente anche a questa bellissima pista cinese, varia, tecnica, a tratti veloce, moderna, larga, davvero la Monza d’oriente, che ha appunto ospitato purtroppo per l’ultima volta, sembra (a meno di improbabili ripensamenti), il Mondiale velocità.

    Il pretesto sarebbe (sic) la mancanza di pubblico…….come se non fosse ovvio che il seguito popolare, la passione per le corse, la cultura motociclistica, in un paese cosi grande, così “nuovo” (in tutti i sensi), si possano instaurare solo insistendo pazientemente, creando una tradizione. Ciò richiede tempo e costanza, ma andatelo un pò a spiegare a codesti poveri oligofrenici della Dorna………La Cina è il paese del futuro, davvero si intende conquistarlo così alla causa del Motociclismo agonistico? Rinunciando a questa magnifica pista? Togliendole il Gp Mondiale per sempre? Davvero complimenti, patetici signori della Dorna, bel lavoro! La vostra incompetenza tecnica ed umana è pressoche indescrivibile.

    Oggi Rossi ha pescato l’asso in questa rischiosa lotteria meteorologica, andata in scena in un pazzesco week end dove la pioggia si è alternata spesso al bel tempo. La sua vittoria, in una gara dichiarata wet race alla partenza, ma sostanzialmente asciutta, dove tutti hanno corso con le slick, è stata limpida e meritata per ciò che ha mostrato in pista, ma comunque anche parecchio fortunata: con la pista bagnata infatti avrebbe vinto sicuramente Stoner, mago della pioggia, mentre sull’asciutto avrebbe trionfato Lorenzo come all’Estoril, se non si fosse infortunato in prova.

    Dunque, onore al merito, ma Vale ha obbiettivamente approffittato di condizioni davvero fortuite ed ideali, non tanto facilmente ripetibili. Storicamente parlando, gli resta il lustro di aver aperto e chiuso con due successi un ciclo breve ma significativo, quello del Mondiale cinese, che sono certo ci si pentirà ben presto di aver soppresso in modo tanto miope e subitaneo, quanto profondamente ingiusto………nonchè terribilmente stupido.

    Dopo il doloroso addio a questo stupendo impianto, sicuramente uno dei migliori del calendario di quest’anno, resta un dato lampante e fondamentale: in quattro gare abbiamo avuto, per varie ragioni, quattro diversi vincitori, che per l’appunto ritroviamo ai primi posti della Classifica. In cima, troviamo Pedrosa, il pilota più incolore del quartetto, ma anche il più regolare, quello che è sempre salito sul podio fino ad ora, e che dispone delle coperture più performanti sull’asciutto. Oggi l’ometto spagnolo ha disputato una gara volitiva e veloce, ma nel finale ha giudicato, secondo me saggiamente, che l’insistere troppo avrebbe forse comportato il rischiare di compromettere il comodo secondo posto che lo proietta al vertice del Mondiale.

    Subito dietro, ecco la vera rivelazione di questa stagione, il debuttante prodigio Jorge Lorenzo, che oggi ha compiuto un capolavoro di eroismo assoluto, portato fino all’estremo stoicismo. Giungendo mirabilmente quarto tra mille sofferenze, il majorchino non ha perso che pochissimi punti sulla sua media, pur in condizioni di estrema menomazione, quando la prospettiva più probabile fino a poche ora prima della corsa era la sua forzata rinuncia. Questa epica impresa potrebbe pagare davvero pesantemente nel futuro bilancio del Mondiale, credetemi, visto che il binomio Lorenzo/Yamaha Michelin è stato quello che fin’ora, senza ombra di dubbio, ha fatto vedere in assoluto il potenziale più elevato in campo, con una vittoria, un secondo, un terzo e questo straordinario quarto posto odierno, che vale quanto e più di un successo.

    Mentre scrivo, Jorge è confinato su una sedia a rotelle, con una caviglia ingessata e l’altra immobilizzata elasticamente, ma la sua corsa cinese è già leggenda, un sublime atto di coraggio e di estrema volontà, un gesto sportivo semplicemente destinato a rimanere nella Storia.

    Terzo in classifica è Rossi, che condivide con Jorge di gran lunga la miglior moto in lizza, MA senza le Michelin, ovvero le gomme più performanti (almeno nei primi tre Gp) sull’asciutto, che invece calzano i due rivali spagnoli. Se oggi l’urbinate ha approfittato di condizioni estremamente favorevoli, rompendo un digiuno di vittorie lungo oltre sette mesi, ora deve dimostrare di poter vincere anche in altre circostanze, ma la cosa, vista l’agguerritissima concorrenza, si preannuncia tutt’altro che facile anche per un Campione della sua levatura.

    Oggi la differenza di prestazioni tra coperture giapponesi e francesi non si è vista molto, ma non dimentichiamo come il circuito cinese sia una tradizionale pista di collaudo della Bridgestone, come Sepang e Motegi. Secondo me, i piloti Michelin godono ancora di un buon vantaggio, parlando di gomme slick, specie ora che si va verso una serie di corti e lenti circuiti europei, dei quali l’assurdo, lentissimo, decrepito e cadente Bugatti di Le Mans, prossimo appuntamento in calendario, è davvero l’osceno campione in negativo.

    Quarto è Stoner, che dopo il perentorio successo inaugurale in Qatar, nelle tre corse successive, pur facendo letteralmente miracoli di guida, assieme ad un paio di comprensibili errori a Jerez (i suoi primi dopo oltre un anno di gare magistrali e semplicemente perfette, senza la minima sbavatura), si ritrova alle prese con una moto irriconoscibile, che è rimasta al palo, ed anzi è regredita rispetto allo scorso anno, quando invece tutte le altre sono terribilmente migliorate. Per capirlo, basta guardare i tempi delle gare di quest’anno rispetto a quelle della passata stagione. Casey continua a spremere addirittura l’impossibile da questa moto, ma è del tutto evidente come sia proprio la Desmosedici a non andare più neanche lontanamente come prima.

    Mi preme sottilineare come l’anno scorso la GP7 NON fosse comunque affatto la miglior moto in campo – bensì un mezzo sì leggermente più veloce sul dritto (come del resto era SEMPRE stato anche nelle stagioni precedenti!) rispetto agli altri, ma anche terribilmente ostico, ballerino e difficilissimo da pilotare nel misto, MOLTO meno maneggevole e guidabile rispetto alla concorrenza -, altrimenti il Mondiale sarebbe stato solo un affare privato fra Stoner, Capirossi, Barros ed Hofmann.

    Invece, come si è visto, casuale vittoria di Loris a Motegi, e bel terzo posto di Alex al Mugello a parte, quello che è emerso chiaramente è come SOLO STONER sia stato capace, e proprio per le sue insuperate ed eccelse doti di guida, di far volare davvero la Ducati.

    Invece, la Yamaha di quest’anno è realmente la moto migliore del lotto, e la prova è semplicemente il fatto che TUTTI, e non solo uno, i quattro piloti della Casa di Iwata vadano fortissimo con la M1, perfino il novellino Toseland! Infatti, se guardiamo i risultati fin qui conseguiti, non solo la Yamaha ha vinto due gare su quattro, e con due piloti diversi, ma ha pure facilmente conseguito TUTTE le pole, anche qui con due diversi conduttori!

    Questo, senza neppur voler citare tutti gli altri brillanti piazzamenti complessivi (tra cui diversi podi) dei piloti della Casa dei Tre Diapason.

    Quindi, la netta differenza tra la prevalenza delle due Case (quella supposta, ma inesistente della Ducati nel 2007 e quella assolutamente reale della Yamaha nella stagione in corso) tra l’anno scorso e quest’anno balza davvero all’occhio evidentissima.

    L’infelice scelta odierna delle gomme ha poi contribuito a peggiorare ulteriormente le cose per l’asso australiano. Non basta il tardivo risveglio di Melandri, oggi quinto – ma ancora a ben dieci secondi dal suo compagno di squadra – ed autore della miglior prestazione del suo finora disastroso inizio di stagione, per rilanciare le quotazioni, oggi pressochè in caduta libera, della Casa di Borgo Panigale. Per aiutare Casey, Marco dovrebbe arrivare davanti ai tre piloti citati in precedenza, cosa che ancora non è avvenuta, nè è probabile che accada in futuro.

    Secondo diversi osservatori, il problema principale, responsabile dei mancati sviluppo e miglioramento, ovvero del peggioramento globale della GP8, sta nella eccessiva dispersione delle poche risorse umane disponibili in questa piccolissima Squadra Corse, impiegate (e sprecate, aggiungerei) per supportare anche il team satellite D’Antin, fino ad ora il peggiore del Mondiale! Vista la situazione, sarebbe molto meglio che Suppo prendesse la drastica decisione di concentrare tutte le risorse disponibili a migliorare le moto ufficiali, lasciando al loro destino le deludentissime Desmosedici di Elias (oggi comunque ottavo, anche lui qui stranamente, come Marco, al miglior risultato dell’anno) e Guintoli (ultimo classificato odierno).

    Dunque, in un certo senso ora il Mondiale di Stoner dipende da Suppo, e dalle decisioni che prenderà in questa drammatica emergenza, per tentare di recuperare quell’ormai enorme gap di prestazioni che stanno facendo rapidamente diventare il suo mostro vermiglio la peggior moto in campo. Stoner, ripeto, di gran lunga il miglior pilota sulla piazza, non può fare sempre miracoli, specie ora che le Bridgestone stanno perdendo nettamente il confronto sull’asciutto con le Michelin, se la moto non lo aiuta in qualche modo.

    Tra l’altro, come ho gia detto sopra, ora arriva una serie di corti e lentissimi circuiti europei assolutamente NON adatti COMUNQUE alle caratteristiche della Desmodedici, anche di quella vincente dello scorso anno. Suppo deve agire presto, e con decisione. Le Mans è già alle porte, e la Ducati non può ridursi a sperare nella pioggia (e nella assoluta maestria di Stoner sul bagnato), che lo scorso anno, come ben sappiamo, peraltro arrivò puntuale in terra francese, per portare a casa una nuova vittoria dopo quella di Losail.

    Io però ho sempre una incrollabile fiducia nella Casa Italiana e nel suo desmodromico mostro stupendo e scarlatto, montato da un geniale ragazzino da sempre avvezzo a sfidare con successo anche le circostanze apparentemente più sfavorevoli………assurdo, decrepito, lentissimo Kartodromo Bugatti di Le Mans in primis.

    Arrivederci dunque in terra francese per il prossimo episodio di questo elettrizzante, appassionante, equilibratissimo sceneggiato MotoGp 08!

    DONOVAN