Il costo dell’autostrada è aumentato in maniera esponenziale, con il 12% in più che rappresenta un duro colpo per gli italiani.
In questi ultimi anni, gli italiani hanno dovuto fare i conti con una serie di problematiche e un continuo e inesorabile aumento dei prezzi. La vita infatti ha un costo ben superiore rispetto al passato e anche le autostrade hanno visto impennare il proprio valore nell’ultimo periodo, con l’inflazione che è uno dei grandi mali dei tempi moderni.
Una delle pratiche che viene maggiormente contestata da anni è il fatto legato al pedaggio autostradale, un sistema che secondo molti non è del tutto corretto. Sono diverse le nazioni europee che preferiscono adottare la “Vignette”, come le vicine Svizzera, Austria e Slovenia, con i costi che dunque sono molto più contenuti.
Con soli 40 Franchi, circa 45 Euro, in Svizzera si può girare per tutto l’anno in autostrada senza pensieri, praticamente il costo di una singola tratta tra Milano e Roma. Questo causa problemi e grosse spese, con la situazione che continua a peggiorare sempre di più e ora ci sono dei nuovi rincari soprattutto su delle autostrade che avevano già un costo decisamente elevato.
Una delle autostrade considerate tra le più care in Italia è la “BreBeMi”, ovvero una strade che permette di collegare la città di Brescia con quella di Milano, passando dalla parte sud delle due provincie e dando modo di avere un’autostrada anche alla bassa bergamasca. Vi era grande soddisfazione quando fu progettata questa strada. L’intento infatti era quello di smaltire quanto più possibile il traffico sulla A4.
Purtroppo la Brebemi ha sempre evidenziato l’enorme problema dei costi, con il suo valore che di fatto era il doppio rispetto a quello della A4. Ora però la situazione si fa ancora più complicata e non sarà di certo di grande aiuto per il “popolamento” di questa strada. Il Ministero delle Infrastrutture e dell’Economia, come si legge su Prima Bergamo, hanno dato il via libera per aumentare ancora una volta i pedaggi e passare così al 12,11% in più.
Secondo Brebemi però questo non è nulla di nuovo o di inatteso, ma è semplicemente quell’adeguamento tariffario che rientra negli accordi già previsti in precedenza. Il problema è che i cittadini sono costretti a pagare sempre di più, con la società che aveva già aumentato i prezzi del 2,3% a gennaio. Un duro colpo per i cittadini della zona che dovranno sborsare altro denaro.
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