Stellantis, i lavoratori italiani fuori dal Bel Paese? Ecco che cosa sta succedendo. La mossa dell’azienda.
Il momento per l’automotive italiano non è certo semplice: gli stabilimenti dello Stivale stanno vivendo una situazione di grande difficoltà. La transizione elettrica si sta rivelando più difficoltosa del previsto (con alti costi e una domanda che fatica a decollare), e la concorrenza cinese sta mettendo a dura prova le aziende del continente. Tra queste anche Stellantis, principale produttore del nostro paese, che ha vissuto un anno al di sotto delle aspettative dal punto di vista dei numeri di vendita. Il gruppo è da tempo sotto accusa per la decisione di delocalizzare all’estero molte delle attività italiane, ma si è più volte difeso lamentando le difficoltà di produrre con gli alti costi italiani e il mancato sostegno dello stato. Il destino degli stabilimenti italiani preoccupa i sindacati, e l’ultima decisione di Stellantis sta facendo discutere.
Per il rilancio del marchio FIAT, Stellantis punta molto sulla Grande Panda: la versione SUV della storica utilitaria della casa torinese ha avuto buoni numeri dal punto di vista del mercato a pochi mesi dal suo arrivo in concessionario. La produzione del modello avviene negli stabilimenti di Stellantis a Kragujevac, in Serbia, dove però stanno facendo fatica a tenere il passo con le richieste produttive e sono in cerca di nuovi innesti nel personale per soddisfare la domanda. Praticamente l’inverso di quanto avviene nelle fabbriche italiane, motivo che ha spinto Stellantis a fare una sorprendente richiesta ai propri dipendenti nel nostro paese.
Stellantis ha infatti chiesto ai lavoratori degli stabilimenti italiani, in particolare quello di Mirafiori, una eventuale disponibilità nel trasferirsi in Serbia: l’azienda ha messo sul piatto 70 euro al giorno per coloro che dovessero accettare, pasti inclusi.
I vertici del gruppo hanno incontrato i sindacati, come si legge sul Corriere della Sera. La proposta arriva in un momento particolare per Mirafiori, che è in fase di stallo in attesa che la produzione della 500 ibrida prenda il via, nella speranza che possa rilanciare le sorti del brand. Questa proposta ha colto di sorpresa molti, tanti lavoratori hanno già accettato la proposta dell’azienda. Se da un lato è un buon segno sul fronte della Grande Panda, dall’altro lato non rassicura di certo sul futuro degli stabilimenti italiani, sempre più spogli e in difficoltà.
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