I lavoratori di Stellantis sono questa volta davvero inferociti e al limite della pazienza: quanto si sta verificando ha superato ogni precedente già piuttosto preoccupante.
La situazione in cui versano i poli produttivi di Stellantis in Italia inizia a tratti a divenire davvero insostenibile per i lavoratori, i quali si trovano improvvisamente costretti a fronteggiare l’ennesima complicata situazione dal punto di vista dell’impiego. Tutto ciò nonostante le proteste che si sono susseguite nel corso delle scorse settimane e l’intervento dei vari sindacati, i quali si sono direttamente scontrati col governo a più riprese.
Infatti, conseguenze inevitabili giungono ancora per uno degli stabilimenti principali, ovvero quello di Mirafiori, il quale subirà l’ennesimo stop. Il progetto della multinazionale patisce una situazione in parte di stallo e in parte di caduta profonda, con grossi condizionamenti per l’impresa torinese circa i suoi operati. Infatti questa stessa dismetterà temporaneamente la produzione.
Ciò a partire dal mese di dicembre 2024 – secondo quanto informa ‘MF’ – e la produzione dovrebbe riprendere direttamente al nuovo anno, ovvero dopo le festività natalizie e di Capodanno, inclusa l’Epifania. La data quindi si sposta in avanti, dal 6 gennaio in poi. Questo comporterà un clima di preoccupazione e tensione proprio a ridosso della fine del 2024. Tuttavia si attende ancora la conferma ufficiale dello stop.
Al momento pare che prima di definire lo stop saranno prese in esame le tempistiche di produzione per il mese di dicembre. Nel caso dello stabilimento di Mirafiori, infatti, non è così semplice stabilire delle misure di fermo, perché le difficoltà sono globali da parte del gruppo e non ristrette soltanto all’impresa con sede a Torino. Per Stellantis la richiesta di veicoli elettrici è bassa e la concorrenza migliora nei dati. Quindi la vera urgenza è trovare il modo per invertire questa tendenza e rendersi altrettanto competitivi.
Presso la struttura di Mirafiori infatti a oggi si producono, fra le altre vetture, i vari modelli della Maserati e le FIAT 500 elettriche. Inoltre, i vertici aziendali sono ancora impegnati a capire come affrontare l’eccesso di scorte di autovetture negli Stati Uniti; un’altra situazione che inibisce l’aumento produttivo e spinge a credere che vi saranno problemi nei profitti e flussi di cassa, ragion per cui andrà ridisegnato il progetto alla luce del prossimo futuro e delle possibilità attuali, non senza preoccupazione.
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