Il Gruppo Stellantis sta vivendo una fase drammatica della sua breve storia. Oltre al netto calo di vendite si registrano dei problemi tecnici preoccupanti.
Cosa ha reso popolare la galassia di marchi confluiti in Stellantis? Brand storici, come FIAT, Opel, Peugeot, Citroen hanno saputo scrivere pagine dell’industria delle quattro ruote con affidabilità e la giusta dose di lungimiranza. Dalle menti dei più grandi designer europei sono nati modelli che hanno motorizzato interi Paesi. Oggi tantissimi produttori rientranti in Stellantis sono piombati in una crisi senza precedenti. Maserati e Lancia sono solo due esempi di quanto sia caduto in basso l’appeal dei clienti, un tempo fedelissimi puristi del Made in Italy.
Stavolta il guaio da gestire proviene da un fornitore esterno e ricade su svariati esemplari di Opel. E’ intervenuta una sentenza del Tribunale di Torino che ha imposto il divieto di circolazione immediato per 7 modelli Opel realizzati tra il 2003 e il 2018, a causa della presenza di airbag Takata difettosi. L’incubo è tornato e i più esperti non hanno dimenticato il fallimento di Takata, ex punto di riferimento nel settore degli airbag.
Gli esemplari fermati con lo stop dei giudici di Torino contengono gli airbag killer. L’apertura dell’airbag determinava la fuoriuscita esplosiva di elementi di metallo che se conficcati alla gola o in altri punti delicati del corpo potevano determinare la morte dell’automobilista al volante del veicolo o dei passeggeri. Il problema ha causato numerosi morti in giro per il mondo, anche in Italia.
Il provvedimento ha accolto il ricorso del Movimento Consumatori, il quale ha denunciato la scarsa efficacia delle precedenti campagne di richiamo portate avanti dal colosso italo-francese. Le iniziative non avevano garantito la sicurezza dei proprietari. Il Nitrato di Ammonio Fase Stabilizzata (PSAN), un componente che, con il tempo e in particolari condizioni ambientali, può deteriorarsi fino a causare esplosioni incontrollate interesserebbe i seguenti modelli della Casa teutonica: Astra H, Vectra C, Meriva B, Cascada A, Mokka A, Signum A e Zafira C.
Le proposte, lanciate nell’arco di quindici anni, dovranno essere immediatamente fermate e non potranno circolare fino alla sostituzione del componente difettoso. Ora Stellantis non potrà tirarsi indietro e dovrà garantire delle tutele concrete con eventualmente un’automobile sostitutiva gratuita o, in alternativa, un voucher per il car sharing, entro 7 giorni dalla richiesta del cliente. Un altro duro colpo per il Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA già in affanno.
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