Il governo interviene sulla legge: vuole fermare tutto: “Ha distrutto il settore”, ecco che cosa sta succedendo.
L’industria dei motori europea sta attraversando un momento di profonda incertezza. Da un lato l’Unione Europea vuole arrivare quanto prima alla neutralità carbonica, e intende fermare la produzione di auto a diesel e benzina entro il 2035. Dall’altro lato però le esigenze della sostenibilità si scontrano con quelle dell’industria: le auto a batteria continuano a non convincere a pieno il pubblico, soprattutto per via dei maggiori costi rispetto ai modelli tradizionali e dei limiti manifestati dalla batteria. La domanda fatica a decollare, e questo unito agli alti costi di produzione sta mettendo in grossa difficoltà le aziende.
In molti in questi mesi hanno provato a richiedere un approccio più morbido sulla transizione elettrica, chiedendo all’Unione Europea maggiori sostegni e una maggiore flessibilità per permettere alle aziende di respirare dopo gli ultimi mesi e, tra le altre problematiche, di affrontare la crescente concorrenza che arriva dalla Cina. Anche il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha più volte ribattuto sul tema, ponendo l’accento sulle difficoltà che stanno attraversando le aziende del continente.
Il governo contro le direttive UE: il ministro Urso si schiera contro il provvedimento
Anche il ministro delle imprese e del Made in Italy Urso è tornato sul tema, in seguito alla notizia dei dazi imposti da Donald Trump alle aziende che producono al di fuori degli Stati Uniti. Anche le auto europee saranno soggette ad una tassa del 25%, un aumento che rischia di essere una vera mazzata vista l’importanza del mercato statunitense e la complicata situazione dell’automotive europeo.

Per questo, Urso ha chiesto a gran voce che l’Unione Europea possa il prima possibile rivedere il Green Deal e le normative sull’ambiente in vigore sino ad ora, che hanno limitato il margine di manovra delle imprese. Il ministro del Governo Meloni ha chiesto a gran voce la fine “di quelle norme che hanno portato al collasso l’industria delle auto” ha sottolineato.
Non è la prima volta, come detto, che il governo si è schierato sia contro lo stop alla produzione dei modelli a diesel e benzina entro il 2035, che contro le regole sulle emissioni sempre più stringenti di anno in anno. Per Urso e il governo italiano, dunque, fare un passo indietro sulla questione è fondamentale per superare il difficile momento. Sino ad ora però l’Unione Europea non sembra intenzionata a fare marcia indietro.