Sta riscuotendo molti apprezzamenti il nuovo carburante che dovrebbe prendere il posto del diesel: in vendita anche in Italia.
Stando agli ultimi dati relativi alla circolazione dei veicoli a diesel in Italia, riportati dall’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), quasi un’auto su sette che circola nel nostro Paese è caratterizzata da questo motore. Chiaramente non è più come una volta, quando il diesel viaggiava a vele talmente spiegate da divenire la prima fonte di carburante scelta da tante famiglie italiane.
Tuttavia ancora oggi il diesel si difende bene ed è la principale preferenza per coloro che devono percorrere distanze molto lunghe. Il problema, come ormai noto, è che questa tipologia di carburante è particolarmente inquinante: per questo negli ultimi tempi stiamo assistendo al lancio di nuove varianti del diesel che dovrebbero aiutare a ridurre l’impatto delle emissioni di CO2.
Tra questi c’è il diesel HVO, acronimo che sta per Hydrotreated Vegetable Oil: anch’esso può contare sulle ottime proprietà tipiche dei biocarburanti, realizzati tramite scarti vegetali. L’olio vegetale idrotrattato è un gasolio che si presenta come una validissima alternativa ecologica, visto che parliamo di un carburante che deriva da fonti rinnovabili.
Per capire perché il diesel HVO è così vantaggioso in termini strettamente ambientali basta dare uno sguardo ai dati resi pubblici anche dall’ENI: con questa variante innovativa, infatti, la riduzione delle emissioni di CO2 oscilla tra il 60 il 90%. Un risultato davvero eccezionale, che da una parte preserva l’ambiente e dall’altra fa in modo che sempre più persone possano optare per il diesel.
E non è tutto, perché osservando i prezzi nelle stazioni di carburante si può facilmente notare come il diesel HVO costi anche una decina di centesimi in meno rispetto a quello classico. Anche questo aspetto, quindi, può rivelarsi decisivo per spingere gli utenti a scegliere il diesel HVO come alternativa economica e soprattutto molto meno impattante sul piano ambientale.
Non è solo ENI a spingere per fare in modo che questa soluzione trovi sempre più spazio nelle proprie stazioni di servizio: anche Tamoil sta cercando di fare la stessa cosa, sebbene i punti ENI dove trovare il diesel HVO negli ultimi 12 mesi siano passati da 50 a 500. La speranza di un domani con un diesel più ecologico è più che mai viva.
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