Timo Glock nella bufera: “Sono innocente!”

timo glock commenta la sua gara in brasile e si scagiona spiegando che ha fatto di tutto per mantenere la sua posizione ma la toyota era diventata inguidabile per cui hamilton è riuscito a recuperare il distacco e ad entrare in quinta posizione vincendo il mondiale

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    Alcuni tifosi Ferrari, persi tra delusione, rabbia e incompetenza, hanno pensato bene di scagliarsi contro Timo Glock, facendolo diventare capro espiatorio della sconfitta di Felipe Massa a favore di Lewis Hamilton nel campionato mondiale di Formula 1 2008. Suvvia, non siamo ridicoli.

    A SCANSO DI EQUIVOCI. Solo due vetture hanno percorso l’ultimo giro sul viscido circuito di Interlagos utilizzando gomme da asciutto. Trattasi di Jarno Trulli e, appunto, Timo Glock. Nel primo e nel secondo intermedio il tedesco è andato più forte dell’italiano complessivamente di oltre 2 secondi. Solo dopo essere stato superato da Hamilton ha perso qualcosa nel confronto con il compagno di box, vera cartina di tornasole sull’impegno messoci in quella drammatica tornata. Non a caso, il cronometro lo scagiona completamente: Glock ha girato in 1:44’730 contro l’1’44”800 di Jarno. Segno evidente che le due Toyota erano decisamente al limite.

    GLOCK INNOCENTE. Cosa ci si doveva aspettare, allora, che un tedesco al suo primo anno completo in F1 andasse a compromettersi fama e carriera speronando Hamilton, giusto perché la situazione si era evoluta in modo tale da illudere un popolo intero? Assurdo. Non va dimenticato, inoltre, che se Glock non avesse tentato l’azzardo delle gomme scanalate, non sarebbe neanche entrato in zona punti. Per cui, semmai, nell’ottica pro-Ferrari, il tedesco va ringraziato per il tentativo estremo di mettersi tra Massa ed Hamilton, ma non gli va data nessuna colpa.

    CHIEDO SCUSA. Nonostante non debba giustificarsi, Glock capisce lo stato d’animo della Ferrari e chiede scusa in conferenza stampa:“So che mancavano pochi metri ma non era possibile tenere dietro Hamilton. Chiedo scusa a tutti e sottolineo con non ho deciso io il mondiale ma le 17 gare che ci sono state prima di questa. Se poi avessi cambiato le gomme come tutti, il problema non si sarebbe neanche posto. Purtroppo la macchina era divenuta inguidabile e - chiude duro il pilota Toyota – se qualcuno pensa il contrario vuol dire chiaramente che non ha la minima idea di cosa siano le corse e l’automobilismo”.