Brutte notizie per chi sperava in un costo di benzina e diesel più basso con l’avvenire del 2025. Il nuovo balzello sta facendo già i primi danni e la notizia può diventare pesante con il passare del tempo: cosa succederà adesso?
Anno nuovo, rincari nuovi. Per quanto gli automobilisti siano riusciti a schivare i rincari sui pedaggi stradali, poco c’è da fare per ciò che concerne il prezzo di benzina e diesel. Una voce che negli ultimi anni ha rappresentato un vero e proprio salasso, tornato scoraggiare e ad avvilire centinaia di migliaia di pendolari su gomma e di viaggiatori dallo scoppio del conflitto russo-ucraino.
È dalla primavera del 2022 che il prezzo dei carburanti è tornato ad essere un tema tanto dirimente quanto pesante, toccando vette di pura esasperazione a ridosso dell’estate del 2023. Adesso la situazione sembrava essersi calmata, o quantomeno assestata su prezzi e su cifre molto più accessibili rispetto a qualche anno fa. Un qualcosa che, però, potrebbe presto cessare, tornando a preoccupare gli automobilisti.
Cosa sta succedendo? Diesel e Benzina stanno subendo nuovi rincari ed il motivo è tutto nell’aumento delle quotazioni del petrolio. A fare chiarezza è il media specializzato Staffetta Quotidiana, che va alla fonte degli aumenti dei carburanti fossili in questo avvio di 2025.
Un fattore che sta incidendo sul prezzo della benzina e del diesel è la crescita del costo di miscelazione dei biocarburanti. Una voce che sta avendo il suo peso a partire dal primo di gennaio. E basta vedere i prezzi in giro per la nostra Penisola, per rendersi conto che il verde sta tornando a risalire nel corso di questo periodo.
Ora la benzina costa 1,8 euro al litro (stando ai prezzi medi nazionali, ndr): si tratta di un aumento di circa 3 centesimi rispetto al calare del 2024. Il diesel non ha subìto, invece, grossi scossoni e si aggira su cifre sempre paritarie a 1,69 euro al litro. L’unico carburante a scendere di costo alla colonnina è il GPL, che ora passa ad una media nazionale di 73 centesimi al litro.
Il balzello è dovuto, secondo il Codacons, al costo extra che rivenditori e gestori addebitano da inizio 2025 sulla quota d’obbligo di miscelazione annuale dei carburanti. In una nota ufficiale, l’organo a tutela dei consumatori identifica come un: “[…]costo che rischia di essere interamente scaricato sui consumatori finali attraverso un incremento dei prezzi di benzina e gasolio”.
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