Anche questo marchio è in crisi, brutto colpo per i dipendenti: quasi la metà non lavorerà. Ecco che cosa sta succedendo.
Non è certo un periodo semplice per l’industria dei motori, che si trova ad affrontare una fase particolarmente delicata e caotica della sua storia. L’avvento dell’elettrico ha completamente stravolto lo scenario in cui per decenni avevano agito le aziende. Non soltanto ha reso difficili le cose per via dei tanti investimenti necessari e degli alti costi (a fronte di una domanda che invece fatica a decollare) ma anche dal punto di vista normativo la situazione è quanto mai confusa e incerta per quanto riguarda il futuro. A questo, si aggiunge il fatto che ha portato all’avvento di nuove realtà importanti nel panorama internazionale, su tutte la Cina, che attualmente spopola grazie ai suoi bassi prezzi, rendendo la situazione sempre più complicata per i cittadini.
Questo, unito alle note vicende politiche internazionali, come i conflitti e la questione dazi, rendono sempre più complicato per le case automobilistiche riuscire a competere e a restare a galla. Moltissime aziende hanno attraversato periodi di crisi negli ultimi anni, alcine di queste hanno dovuto alzare bandiera bianca. Questa volta è toccato ad un altro colosso dei motori dover fare i conti con questo difficile momento.
Per restare a galla è fondamentale riuscire a mantenere il delicato equilibrio tra i costi e i ricavi. Questo comporta, a volte, dovere prendere drastiche decisioni e effettuare dei tagli per rientrare dalle perdite. E’ quel che sta avvenendo alla Lotus, che secondo quanto si legge su AlVolante ha in mente di ridurre del 40% la sua forza lavoro nella sede di Hethel, nel Regno Unito. A conti fatti, si tratta di 550 posti sui 1.300 dipendenti dell’azienda coinvolti nella decisione, che è stata accolta con una certa preoccupazione da lavoratori e sindacati.
La casa starebbe in particolare patendo l’intricata questione dazi, oltre alla domanda limitata delle automobili elettriche di lusso, che ne avrebbe messo a dura prova le casse (l’azienda ha lamentato una perdita di 183 milioni di dollari, mentre il debito è salito a 3,3 miliardi, in seguito ad un importante calo delle vendite). La casa ha accusato l’incertezza dell’attuale industria dei motori, alle presa, come detto, con un contesto quanto mai intricato. Con questa decisione l’azienda vuole rientrare dalle perdite e garantirsi un futuro sostenibile.
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