Laguna Seca MotoGp 09: un incredibile Pedrosa risorge e stende tutti

Nuovo episodio della Saga MotoGp 2009 a Laguna seca che ha visto il sorprendente trionfo in solitaria di pedrosa, che nel giro finale però rallenta troppo e rischia seriamente di farsi superare in extremis da Rossi arrivato secondo davanti ai miracolati Lorenzo e Stoner, entrambi vittime di brutte cadute nelle prove del sabato

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    un incredibile Pedrosa risorge e stende tutti

    Il nuovo episodio di questo incredibile sceneggiato MotoGp 2009, andato in onda qui dal riarso catino californiano di Laguna Seca, ha visto un incredibile Pedrosa risorgere quale novella araba fenice dalle proprie ceneri, e dominare la concorrenza con una splendida gara in solitaria.

    I suoi blasonati concorrenti questa volta sono rimasti a bocca asciutta, primo dei quali Rossi che deve ringraziare la scadente condizione fisica dei suoi due principali avversari nel Mondiale, ovvero Lorenzo e Stoner, che pur reduci da due paurosi voli nelle prove del sabato hanno comunque disputato una gara semplicemente eroica, oltre al limite delle loro stesse possibilità odierne, e che con un terzo e quarto posto rispettivamente hanno superbamente limitato i danni non perdendo che pochissimi punti dal leader della classifica parziale.

    Diavolo di un Pedrosa.

    Almeno una volta all’anno l’ometto iberico di Casa HRC risorge improvvisamente come da un sonno profondissimo e piazza regolarmente la zampata vincente in solitaria, come era del resto accaduto l’anno scorso a Barcellona, prima che l’infortunio alla mano al Sachsenring ed una lunghissima e sfortunata serie di altri seri traumi e guai fisici non lo avessero messo fuori gioco si può ben dire fino ad ora.

    Chi avesse audacemente scommesso sul piccolo Dani oggi avrebbe incassato davvero tantissimo, perchè specie dopo la miseranda caduta di Assen – ed incidentalmente anche dopo le prove di ieri, concluse con un inoffensivo quanto onesto quarto posto – i bookmakers, ne sono certo, lo avevano dato ad una quota veramente invitante, sicurissimi che la prima guida HRC non potesse assolutamente costituire un serio pericolo per i propri avversari.

    Invece, Dani ha sorpreso tutti all”avvio con un’altra delle sue fantastiche partenze a razzo ed ha condotto dal primo giro fino all’ultimo, mentre invece i quotatissimi riders Yamaha o partivano malissimo come Lorenzo – del resto come sempre negli ultimi due anni – o si facevano comunque sorprendere da chi scattava dietro, come Rossi.

    Da quel momento, nessuno ha più visto Pedrosa se non Vale stesso quasi all’ultima curva, e solo perchè un incomprensibile, assurdo e fortissimo rallentamento agli ultimi due giri dello spagnolo (e specialmente a quello finale) evidentemente troppo sicuro del vantaggio fin lì accumulato, non lo avesse messo nella pericolosissima condizione di poter quasi venire infilato proprio sul traguardo dall’urbinate, non certo nuovo a queste imprese, come ben si è visto al Montmelò.

    A questo punto la sua recente caduta ad Assen, alla luce dell’odierno splendido risultato, si carica per lui di un nuovo e dolentissimo significato perchè, senza di essa, ora Dani si sarebbe abbondantemente rimesso in carreggiata per poter lottare ancora per il Mondiale, ormai per lui irremediabilmente lontano. Questa resta comunque una delle sue più belle vittorie in carriera, se non addirittura la più memorabile in assoluto, certamente la più inattesa e sorprendente, nonchè la sua PRIMA su gomme Bridgestone.

    Con questo trionfo Dani sigla il trentesimo successo in carriera nel Mondiale Velocità, arrivando a quota sette vittorie nella Classe Regina, ancora ben lontano dai migliori di questa Categoria, visto che ben davanti all’iberico al terzo posto nella graduatoria tra i piloti ancora in attività troviamo Max Biaggi con 13 Gp (da sommare ai suoi 29 in Classe 250), dopo Stoner e Rossi.

    Stavolta però, come del resto ammesso da Rossi stesso, Dani era comunque un pò troppo (appena un paio di metri, del resto) lontano per poter essere attaccato con successo. La decisione di non forzare la situazione da parte di Vale è stata sicuramente saggia – perchè se lo avesse fatto sarebbero molto probabilmente caduti entrambi – ed influenzata anche dal pensiero che Lorenzo potesse essere così vicino da poter ben approfittare di un eventuale disastro della sua eventuale e troppo azzardata manovra, nonchè dalla considerazione che entrambi i suoi due diretti concorrenti al Titolo sarebbero comunque finiti dietro di lui, e tutto sommato non valesse assolutamente la pena rischiare di buttare via tutto.

    In realtà Jorge era sì vicinissimo, ma non tanto da poter infilarli entrambi se non fossero usciti di pista per un contatto, cosa appunto scongiurata dalla decisione di Rossi di accontentarsi del secondo posto.

    Il Campione Majorchino comunque ha corso la gara della vita in condizioni assolutamente impossibili, e del tutto giustamente ha dichiarato alla fine dei giochi di considerare proprio QUESTA come una delle corse migliori della sua pur giovane carriera.

    Infatti, dopo il pauroso high side finale di sabato da cui è atterrato pesantissimamente sull’asfalto direttamente sulla spalla destra – e che seguiva un volo del tutto analogo accaduto appena venti minuti prima – massacrandosela decisamente pur conquistando una pole che mancava alla Yamaha su questa pista da diciotto lunghissimi anni, ovvero dai gloriosi tempi di Wayne Rainey, pochi avrebbero scommesso non solo in una sua buona gara, ma addirittura che potesse essere presente al via!

    lorenzo laguna seca

    Per tutta risposta, Jorge pur imbottito di antidolorifici non solo è partito regolarmente dalla pole, seppur malissimo come al suo solito visto che dopo pochi metri si è ritrovato addirittura ottavo, ma stringendo i denti e quasi dimenticandosi del dolore è risalito subito verso la vetta, tanto che alla fine del primo giro è transitato quinto, ed a forza di giri velocissimi verso fine gara ha addirittura agguantato Valentino che nel frattempo aveva superato uno Stoner volitivo fino a meta gara ma poi chiaramente affaticato e debiitato oltremisura per poter resistere.

    Proprio QUI si è avuta la vera svolta della corsa, perchè Lorenzo ha fallito forse per troppa fretta l’attacco all’urbinate, sferrato a quattro giri dalla fine con rabbia ma scompostamente, rischiando seriamente di perdere il controllo della moto con un “lungo” serpeggiante di cui subito l’avversario ha approfittato per recuperare la posizione. Tutto sommato, però, penso che SE l’intento di Jorge fosse stato quello di vincere la gara, abbia fatto benissimo a non por tempo in mezzo, perchè ormai restava veramente poco per tentare di riprendere il fuggitivo Pedrosa.

    In effetti, SE Jorge avesse superato con successo Valentino, secondo me avrebbe vinto la gara, perchè girava costantemente più veloce dell’urbinate, ed il pensiero di essere in caccia di Pedrosa lo avrebbe spronato a dare fondo a tutte le sue residue possibilità!

    Ben altra condotta di gara avrebbe tenuto Lorenzo, penso, SE avesse voluto invece solo agguantare il secondo posto, dato che in tal caso avrebbe certamente aspettato un’occasione migliore e più vicina alla fine della corsa. Il fatto che in testa ci fosse proprio l’eterno rivale casalingo Pedrosa potrebbe aver fatto prendere al Majorchino una decisione impulsiva ma probabilmente sbagliata, perchè in ottica di Campionato, vista la situazione di classifica, gli sarebbe giovato molto di più arrivare solo secondo e precedere Rossi rendendogli magari clamorosamente pan per focaccia, superandolo proprio sul traguardo come accaduto a parti invertite in Catalogna.

    Il fatto che Jorge abbia tentato comunque di vincere la corsa pur nelle sue malconce condizioni fisiche depone per il suo splendido audace coraggio, ed insieme per la sua ancora non perfetta maturità nella condotta di gara, ma il ragazzo è giovane ed impetuoso, e ci ha provato.

    NON ci è riuscito, d’accordo, ma il fatto che nell’intento abbia COMUNQUE agguantato un podio davvero insperato alla vigilia è la migliore prova che quest’anno Lorenzo sia un rivale pericolosissimo per tutti, e forse il VERO principale pretendente al Titolo.

    Alla perfezione manca davvero poco, solo un briciolo di saggezza in più, ad esempio quella che oggi gli avrebbe fatto conquistare magari il secondo posto mettendo per di più dietro Rossi, invece che tentare di vincere, o che gli avrebbe suggerito di accontentarsi dei tredici preziosissimi punti del quarto posto a Jerez, invece che buttare via tutto con una stupida caduta tentando vanamente di riprendere Stoner.

    stoner motogp usa

    Lupus in fabula, proprio di tredici punti si è dovuto accontentare oggi Casey arrivando quarto – neanche il suo peggior risultato stagionale, visto il quinto strappato nel caos di Le Mans – un piazzamento comunque onorevole, assolutamente non da disprezzare visto il perdurare della sue pessime condizioni fisiche, che lungi dal risolversi stanno veramente tendendo a diventare croniche.

    A questo punto è da rivalutare la mia prima dubitativa ipotesi che l’asso australiano sia affetto da un virus atipico e persistente, forse un rotavirus, perchè se si trattasse solo di iperacidità gastrica e malattia da reflusso gastroesofageo i medici che lo seguono avrebbero certamente già raddrizzato la situazione con i farmaci adatti.

    E’ sperabile che le nuove approfondite analisi cui Stoner si sottoporrà negli USA (ma che si potevano ovviamente fare anche in Italia, e magari BEN PRIMA) potranno finalmente fare luce su cosa effettivamente debiliti in tal modo Casey, così da formulare finalmente una diagnosi esatta.

    Tuttavia, tenendo conto delle sue attuali critiche condizioni e soprattutto del volo con conseguente brutta caduta rimediata solo il giorno prima della gara, che certamente lo hanno lasciato ancor più frastornato di quanto già fosse, si può ben dire che Stoner si sia comportato alla stragrande, in modo assolutamente eroico in questo difficilissimo week end – del resto alla pari di Lorenzo stesso – con buone prove anche se funestate dalla caduta, poi un warm up splendido dove è risultato il migliore, cui è seguita una gara in cui Casey ha dato veramente anche più di quanto fosse nelle sue stesse possibilità, lottando bravamente per il secondo posto fino a metà gara, fin quando la maledetta stanchezza cronica che lo attanaglia da oltre un mese non lo ha costretto inevitabilmente a rallentare.

    Il quarto posto, ripeto, in tali difficilissime condizioni è davvero un grande risultato che non gli fa perdere che pochissimi punti dai rivali e lo mantiene assolutamente in lotta per la Vittoria Finale, specialmente SE in Ducati qualcuno si darà realmente e finalmente da fare per risolvere i suoi seri guai fisici. La strada fino a Valencia è ancora lunghissima, e tantissimi Gp restano ancora da disputare.

    Per fortuna, fino alla prossima prova del Sachsenring restano due settimane in cui Casey potrà tirare un pò il fiato per riposare e curarsi, si spera in modo finalmente adeguato.

    Tra i suoi team mates, assente forzatamente Kallio, ha finalmente brillato la stella (sfoggiata anche nell’inedita livrea “americana” della sua Ducati, che evidentemente ha agito come un talismano contro la malasorte) del finora sfortunatissimo Hayden, che nella pista dei suoi trionfi – dove ha notoriamente conquistato due delle tre vittorie finora incasellate in MotoGp – ha disputato veramente una bella gara agguantando un quinto posto che di questi tempi per lui vale oro e costituisce di gran lunga il suo miglior risultato della stagione, che se non potrà far molto per migliorare la disastrata classifica parziale di Nicky, avrà certamente un benefico effetto sul suo morale che fino ad oggi era stato costantemente relegato sotto i tacchi. Speriamo che l’episodio californiano sia solo l’inizio di un ritorno ai vertici per Hayden, che se lo meriterebbe davvero anche per la costante sfortuna nera che lo ha perseguitato per tutta la stagione fino ad Assen compresa.

    Caduto Gibernau, l’unico altro rider Ducati a finire la gara è stato Canepa, dodicesimo e come al solito buon ultimo, ma in quest’occasione guadagnando ben 4 punti mondiali a causa dei vari ritiri dovuti per lo più a cadute, con la sola eccezione di Capirossi, che ha definitivamente abbandonato per rottura dopo una prima uscita che lo ha visto riprendere ma evidentemente con la moto danneggiata, mentre il team mate finiva ottavo, un risultato assolutamente deludente per Vermeulen che qui appena due anni fa era arrivato splendido secondo dietro all’imprendibile Stoner.

    La HRC come detto ha riscattato brillantemente la Waterloo subita in Olanda con la sua prima vittoria della stagione ad opera del redivivo Pedrosa, ma questo splendido ed insperato risultato del catalano ha coinciso per assoluto contrasto con un nuovo inopinato stop del suo team mate Dovizioso, quindi proprio nell’occasione peggiore possibile nell’ottica del Forlivese, con una evitabile caduta al settimo giro quando si trovava per una volta non nella sua fatale quarta posizione, bensì oggi, del tutto eccezionalmente, in quinta.

    L’eterna quarta piazza sfuma per lui clamorosamente anche in classifica generale, superato non solo da Pedrosa stesso, ma anche da Edwards oggi autore di una gara onesta e finito al settimo posto finale, un risultato che non può certo soddisfare Texas Tornado proprio qui sulla sua pista di casa, mentre il suo team mate Toseland finiva escluso dalla gara per bandiera nera, non avendo ottemperato in tempo ad effettuare un giusto ride-thru appioppatogli per partenza anticipata.

    Tra gli altri riders della Casa dell’Ala Dorata spicca il brillantissimo sesto posto di Elias che si è trovato veramente bene qui a Laguna Seca, siglando un grande week end a partire dalle prove.

    Un pò meno in forma rispetto ad Assen – dove era arrivato settimo e primo pilota Honda – è risultato invece De Puniet, oggi finito soltanto nono ma in ogni caso ben davanti a De Angelis che ha terminato in una indecorosa undicesima e penultima posizione dietro a Melandri, altro deluso della giornata e certo non rallegrato dalla notizia del ritiro definitivo della Hayate-Kawasaki a fine stagione.

    Quindi nel complesso quest’anno Laguna Seca, fino ad ora prova abitualmente cruciale del Campionato – lo è stata infatti sia nel 2006 che nei due anni successivi – anche perchè costantemente posizionata, fin dalla sua originaria reintroduzione nel Motomondiale nel 2005, in modo assolutamente strategico in calendario quale ultima prova prima della lunga pausa estiva, ha perso la sua tradizionale importanza, perchè registra il quarto diverso vincitore su un totale di otto prove e lascia una situazione in classifica ancora decisamente equilibrata, con Rossi solo in lievissimo vantaggio sui tradizionali inseguitori, Lorenzo e Stoner, cui basterebbe appena un mezzo passo falso dell’urbinate, sin qui (assieme a Lorenzo) il più regolare pilota della stagione, sempre andato a podio quest’anno tranne che nel disastro di Le Mans, per raggiungerlo ed anche superarlo in men che non si dica.

    E’ appunto quel che vedremo nel proseguo di questo incredibile Mondiale MotoGp 2009, di gran lunga il più equilibrato ed appassionante di questi utimi dieci anni. Come già accennato, la prossima tappa del carrozzone MotoGp sarà in Germania al Sachsenring, un altro infame, corto e lentissimo kartodromo da quattro soldi dove le agilissime e veloci Yamaha saranno ancora una volta favorite, ma dove l’anno scorso vinse Stoner pur con una cavalcatura supremamente inadatta alle caratteristiche di codesta pistina da biciclette che siglerà il giro di boa di questa stagione, costituendo il nono appuntamento su diciassette in Calendario.

    Dunque, le splendide Yamaha che finora hanno letteralmente dominato la stagione saranno ancora una volta le nettissime favorite, ma con le incognite di un eventuale recupero di Stoner, del redivivo ed ora minaccioso Pedrosa già vincitore su questo tracciato nel 2007 (per la storica, disastrosa debacle collettiva della Bridgestone, da cui si salvò solo Capirossi arrivando brillantemente secondo) e come sempre di possibili stravolgimenti metereologici che quest’anno hanno spesso rimescolato le carte sconvolgendo sia i consolidati equilibri preesistenti che gli scontati pronostici della vigilia.

    Quindi, segnatevi come al solito quale assolutamente imperdibile lo spettacolo in programma il terzo week end di Luglio, ed appuntamento certo in Terra di Germania per la nuova puntata di questa incredibile, adrenalinica ed imprevedibile Saga MotoGp 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it