MotoGp Aragon 2010: Stoner risorge, Rossi affonda

Tredicesima prova della MotoGp nel nuovo circuito di Aragon, dove uno scatenato Stoner risorge e piazza la prima sospirata vittoria dell'anno sulla Desmosedici per l'occasione modificata nella distribuzione dei pesi

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    MotoGp Aragon 2010: Stoner risorge

    Il tredicesimo inedito episodio di questa sorprendente ed imprevedibile Saga MotoGp 2010, andata in onda dall’eccitante e veloce circuito Motorland Aragon – nuova provvisoria aggiunta al Calendario Iridato che si è rivelata senz’altro molto più valida dell’eternamente incompleto circuitino-kartodromo del Balatonring di cui ha meritatamente preso il posto, speriamo anche in futuro – ha visto il trionfale ritorno al successo in solitaria di un determinatissimo Stoner che, approfittando di una finalmente soddisfacente messa a punto della sua fin’ora problematica cavalcatura, ha letteramente dominato il week end aragonese a partire dalle prove bagnate di venerdì fino all’ultimo metro sul traguardo in corsa, sorprendendo un comunque eccellente Pedrosa e lo scatenato team mate Hayden che con una gara straordinaria ha completato un podio storico per la Casa di Borgo Panigale, bruciando in extremis Lorenzo proprio nelle fasi finali dell’ultimo giro.

    Alle spalle di questi magnifici quattro, un combattivo Spies ha infine risolto a proprio favore un serratissimo duello con Dovizioso proprio all’ultimo giro, approfittando della sconcertante nonchè sfortunatissima caduta in extremis del Forlivese che ha in tal modo buttato al vento un probabile quinto posto – e relativi preziosi punti – costruito con una gara grintosa e volitiva, permettendo nel contempo ad uno spento, deludente ed abbacchiatissimo Rossi di arrivare fortunosamente sesto appena davanti a Simoncelli.

    Lo avevo sempre detto, quest’anno, come in casa Ducati non fosse il pilota, bensì la difettosa preparazione della moto stessa – estremamente carente di un setting davvero efficace fin dai tempi del Qatar – a limitare e danneggiare il rendimento della Rossa numero 27: come volevasi dimostrare, appena gli hanno un pò messo a posto la Desmosedici, Casey ha reagito da par suo, piazzando una trionfale vittoria per distacco, in puro stile 2007.

    A margine del mio precedente pezzo, presentando la prova aragonese, avevo pure avvertito: attenti a Stoner e Spies.

    Pur non conoscendo ancora bene questa pista, studiandola sulla carta avevo intuito che fosse ben più veloce e fluida della media delle pistine-kardodromo europee, e pertanto particolarmente adatta a Casey ed alle caratteristiche di base della GP10, una volta sistemata e resa meno infida del solito, specie nel reparto anteriore.

    Tanto ho avuto ragione, che non solo Stoner vi ha perentoriamente vinto, rompendo un lunghissimo digiuno perdurante da ben tredici GP – contando anche il disastroso ed enigmatico episodio finale di Valencia 09 – ma pure il perennemente soporoso Hayden si è finalmente svegliato e letteralmente trasformato, andando brillantemente a cogliere il suo primo podio dopo quello ormai lontano di Indianapolis 09.

    Sembra incredibile che, dopo un’autentica eternità spesa alla spasmodica ricerca di una qualsiasi efficace soluzione ai cronici problemi della Rossa, sia bastato un semplice spostamento di 15 millimetri nel posizionamento del motore nel telaio per risolvere gran parte delle gravi incertezze dell’avantreno della enigmatica GP10, consentendo finalmente alla sua prima guida di cogliere la prima sospiratissima vittoria dell’anno, dopo l’atroce beffa di Losail.

    Statisticamente, questa è stata davvero una gara fatidica e storica per Borgo Panigale, perchè si tratta del primo doppio podio per la Desmosedici dai remotissimi tempi della trionfale stagione 2007!

    Parlo appunto di Casey proprio perchè sembra che queste modifiche siano state apportate pricipalmente alla sua moto, migliorando radicalmente il feeling dell’australiano già in prova, ed in misura minore a quella di Nicky, pur comunque autore di una gara ugualmente straordinaria, forse la sua migliore di sempre in sella alla Ducati, significativamente suggellata da un clamoroso sorpasso da manuale su Lorenzo proprio negli ultimi metri.

    Questa autentica killer move ha elettrizzato, ma sicuramente nello stesso tempo anche raggelato il caloroso pubblico locale, accorso in massa proprio nella speranza di assistere all’ennesimo trionfo di un proprio idolo, cosa in effetti successa quest’anno ben 11 volte su 13 in totale.

    Invece, gli spettatori iberici hanno dovuto giocoforza assistere al successo di uno Stoner fantastico e pienamente ritrovato, che in effetti potrebbe benissimo continuare su questa strada, specialmente adesso che, dopo Motegi – un tracciato comunque tradizionalmente favorevole alle Ducati – in programma già il primo fine settimana di ottobre, arriveranno le due piste in assoluto preferite dall’asso australiano, ovvero Sepang e quella per lui casalinga di Phillip Island, teatro l’anno scorso di due strepitose vittorie consecutive dell’alfiere Ducati nel suo travolgente rientro dopo la volontaria pausa dovuta ai profondi malesseri causati dalla sua ben nota intolleranza alimentare al lattosio, un problema solo apparentemente banale ma in realtà molto serio, che lo stava letteralmente logorando.

    Pedrosa oggi viaggiava in sella alla moto più veloce in assoluto sul dritto – nell’occasione tutti hanno potuto però constatare come solo la sua RC212V fosse così performante, mentre quella di Dovizioso al confronto era nettamente più lenta (di quasi 10 km/h), cosa che NON si spiega certo solo col suo minor peso – ma ciò nonostante non è assolutamente riuscito a riprendere il fuggitivo Casey, pur avendolo quasi a tiro – ovvero a meno di un secondo – ad un certo punto, anche perchè nella seconda parte della corsa il precoce consumo della copertura posteriore ha poi indotto Dani a ben più miti consigli, per non rischiare di rovinare tutto come a Laguna Seca.

    In ogni caso, il piccolo catalano ha disputato un altra gara semplicemente formidabile, festeggiando onorevolmente la sua 160esima partenza nel Mondiale Velocità, rosicchiando altri sette preziosi punti al tuttavia tranquillissimo capolista Lorenzo.

    Lupus in fabula, oggi Jorge all’arrivo è apparso sereno ma un pò seccato, non tanto in assoluto per essere stato battuto proprio in extremis da un determinatissimo Hayden, quanto piuttosto per aver interrotto, arrivando quarto, il suo prestigioso record personale di 12 podi consecutivi (di cui sette vittorie e quattro secondi posti) in questa stagione, nonchè quello ancor più clamoroso di ben 47 in fila della Casa di Iwata in MotoGp, che perdurava ininterrotto addirittura da Valencia 2007!

    Poco male, il nuovo e maturo Lorenzo di quest’anno si è consolato subito dicendo come non sempre in una stagione si possa restare continuamente al vertice, specie in termini della preparazione del mezzo, argomentando come anche in questo difficile frangente per la Yamaha stessa – come detto mai prima assente dal podio negli ultimi tre anni – sia riuscito comunque a prendere punti pesanti ed importantissimi per il Campionato, che tiene sempre saldissimo nelle sue capaci mani.

    Inoltre, egli è risultato in ogni modo come sempre il migliore di Marca, ed il suo unico rivale per la corsa alla Corona Iridata, ovvero il conterraneo Pedrosa, ha in fondo sprecato e mancato una favorevolissima occasione di fare bottino pieno pur disponendo della moto nettamente più veloce della giornata.

    Il Titolo Mondiale si vince non solo con un sia pur splendido record di podi ma anche con ottimi quarti posti, e questo il calmissimo e trasformato Majorchino lo sa perfettamente.

    Dunque, a Jorge è andata tutto sommato di gran lusso e deve guardare quindi con piena fiducia al futuro ed alla imminente tappa giapponese a Motegi, una pista dove ha già vinto giusto l’anno scorso in MotoGp e che ha quindi dimostrato nei fatti di gradire particolarmente, in ogni condizione metereologica.

    Quinto, come detto in apertura, è arrivato un grintosissimo Spies che, dopo aver perso per un suo proprio errore il treno per stare agganciato al duo che lottava per il gradino più basso del podio, è tuttavia riuscito a strappare all’altro tenacissimo combattente Dovizioso il quinto posto finale, arraffato inducendo probabilmente in errore Andrea che ha temerariamente tentato il tutto per tutto nel giro finale, non accettando assolutamente di finire (almeno, in piedi………:) dietro al texano che pure disponeva di un mezzo leggermente meno veloce del suo sul dritto.

    Il risultato di questo estremo gambling è stato purtroppo un disastro per il Forlivese che col pauroso high side purtroppo capitatogli alla esse delle curve 12-13 ha perso di colpo ben due posizioni in classifica, scalando dal terzo al quinto posto, anche se comunque Andrea adesso dista appena sedici punti dalla sua primitiva posizione ed uno solo dalla quarta, a causa della classifica cortissima nella sua parte centrale.

    Altrettando disastrosa è risultata la gara di Rossi, anche se proprio in virtù della caduta del Forlivese, l’urbinate ora lo sopravvanza appunto di UNA sola lunghezza in graduatoria.

    Ormai rimarcare le continue magre figure di quella che è diventata a tutti gli effetti la mesta seconda guida del Team Fiat mi pare quasi come sparare sulla Croce Rossa, tanto desolanti esse obettivamente risultino, specie in questa pista che all’inizio Valentino aveva dichiarato di gradire particolarmente, anche dopo la sua precedente prima ricognizione a bordo di una R1.

    Tanto deluso è in effetti rimasto il derelitto urbinate, che ha incredibilmente dichiarato come stia meditando di operarsi alla spalla – sua scusa favorita ben prima dell’infortunio alla gamba – anche prima della fine della stagione……….:)

    SE davvero commettesse una simile assurdità – ormai infatti manca solo poco più di un mese alla fine dei giochi – questo sarebbe nient’altro che un ulteriore segno della ormai completa confusione mentale che Rossi sta palesemente dimostrando di attraversare, anche se incapperebbe nel praticamente sicuro (ed anche ovvio, se ci pensate bene) veto della Yamaha, che di fatto glielo impedirebbe.

    Siamo davvero alle comiche finali…………:)

    Viene davvero spontaneo chiedersi come saranno contenti a questo punto in Ducati di veder andare via il vincente Stoner – che, non dimentichiamolo, pur tra mille difficoltà ed in sella ad un mezzo osticissimo, problematico, idiosincratico al massimo grado ed in definitiva (per tutte le sue sgradevolissime caratteristiche negative che lo rendevano difficilissimo da pilotare, allora ancor più di oggi) nettamente inferiore alla concorrenza è riuscito comunque nella difficilissima impresa di vincere trionfalmente il Titolo Piloti sulla Rossa – per beccarsi invece in cambio codesto (per giunta, costosissimo) relitto, che sembra ormai a tutti gli effetti, sia fisicamente che mentalmente, solo un ex pilota………….:)

    Eh si, la Casa di borgo Panigale ha fatto davvero un ottimo affare, a prendere questo tipo, pagandolo così tanto, una cifra annuale talmente astronomica da devastarle i bilanci in modo siffatto, che ha dovuto giocoforza chiudere in tutta fretta la sua prestigiosissima Squadra Ufficiale in WSBK, ovvero il Campionato in cui ha acquisito in oltre vent’anni di Vittorie tutta la sua enorme fama planetaria, nonchè innumerevoli Titoli Iridati Piloti e Costruttori.

    Si si, senza dubbio, la Ducati come Casa motociclistica, da questa sconcertante situazione trarrà sicuramente un grandissimo beneficio, lo vedrete tutti nel prossimo futuro, aspettare per credere…………:)

    Dando il solito rapido sguardo alla classifica parziale, lontanissimo in vetta troviamo sempre ovviamente Lorenzo con 284 punti, ben 56 avanti il suo tenace inseguitore Pedrosa, ora a quota 228.

    Terzo si porta prepotentemente Stoner che con la vittoria odierna conta adesso 155 punti, distanziando nettamente Rossi che a 140 si trova appena un punto davanti allo sfortunato Dovizioso (passato di colpo dalla terza alla quinta piazza), fermo a 139.

    Spies è sempre sesto ora a quota 131 punti, a precedere il rimontante Hayden con 125. Ottavo ma nettamente staccato segue DePuniet a 81.

    Come già accennato, ora il carrozzone del Mondiale Velocità si sposta in tutta fretta cambiando continente per due importantissime prove asiatiche, di cui la prima si svolgerà il primo fine settimana di ottobre al Twin Ring di Motegi, per il recupero della prova giapponese rinviata come ricorderete di parecchi mesi a causa dell’eruzione del vulcano islandese che aveva praticamente bloccato il traffico aereo in primavera.

    Avevo già parlato del recente successo di Lorenzo nel caos bagnato-asciutto dell’edizione 2009, mentre risalendo più indietro nel tempo troviamo la Vittoria di Rossi l’anno prima e la fantastica, irripetibile tripletta di Capirossi nel triennio 2005-07, contando anche l’ultima fortunosa vittoria in una autentica lotteria sotto la pioggia.

    Ancora prima, dobbiamo sottolineare i trionfi di Biaggi nel 2003, quando si chiamava ancora GP del Pacifico, e quello di Tamada la stagione dopo, costituendo queste le ultime vittorie della Honda – Marca com’è noto proprietaria del circuito- nella propria pista di casa, che ospita anche il suo prestigioso Museo, dove sono esposte non solo le moto di Hamamatsu, ma anche quelle storiche della concorrenza

    E’ quindi evidente come in questo particolare GP le avverse condizioni meteo vi abbiano spesso giocato un ruolo fondamentale. Considerando che in questa anomalissima (per molteplici fattori, troppo noti per elencarli nuovamente qui) stagione la pioggia non si sia praticamente mai vista in gara, le probabilità che questa faccia capolino in Giappone è veramente alta, eventualmente aggiungendo quindi molta imprevedibilità alla già incerte previsioni della vigilia.

    Pedrosa e Stoner, trionfatori delle ultime due prove, attualmente si presentano al top della forma, ma entrambi non hanno mai vinto su questa depracabile pista – in assoluto una delle più brutte che affliggano il calendario Iridato – mentre i due più recenti vincitori in questo particolare teatro, ovvero Lorenzo e Rossi, non sono invece certo attualmente al top delle loro prestazioni (specialmente l’urbinate), sia pure per ragioni molto diverse.

    Sono tuttavia certissimo che Jorge saprà ripresentarsi quale numero uno da battere anche su questo peculiare tracciato che ama particolarmente, mentre vedo molto peggio il suo derelitto e demotivato team mate, che ormai non vede l’ora di finire la stagione più in fretta possibile, non avendo ormai più nulla da chiedere ad essa, in cui si trova (ovviamente per propria stessa colpa) come un esiliato in patria.

    Sarà altresi molto interessante osservare il comportamento di Spies su questo circuito a lui del tutto sconosciuto.

    Quindi, dalla conferma al top di Pedrosa e Stoner, ai propositi di rivincita di Lorenzo, alle possibilità di eventuali outsiders, magari approfittando di una eventuale lotteria bagnata, il prossimo fine settimana si presenta assolutamente straordinario grazie allo spettacolo giapponese del Mondiale Velocità.

    Dunque, non prendete assolutamente impegni per questo fantastico e pirotecnico week end motoristico, tutto all’insegna del più sublime spettacolo mondiale su due ruote: per quanto riguarda il Mondiale Velocità, appuntamento pertanto certo ed imperdibile in Terra Nipponica per la quattordicesima puntata di questa drammatica e sempre interessante Saga motoGp 2010!

    DONOVAN