La vera sconfitta è la McLaren

La Ferrari ha vinto

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    La vera sconfitta è la McLaren

    La Ferrari ha vinto. La Renault ha perso, ma solo pochi punti.

    Come ad Imola, la vera sconfitta del GP d’Europa è la McLaren. Il team di Dennis, infatti, è l’unico – tra i tre che ad inizio anno si candidavano alla vittoria – che ha già virtualmente compromesso le speranze di gloria.

    Tempi e modi per rimontare, sia chiaro, ci sono. Alla McLaren, poi, non sono nuovi a recuperi e ritorni in competitività a tempo di record. Ma le occasioni di rinascita sono ormai ridotte all’osso.

    Nonostante ciò, il sentimento che emerge dalle parole dei piloti e dei responsabili del team è la fiducia: commentando la gara tedesca Raikkonen, Montoya, Dennis e Haug si sono detti speranzosi di poter recuperare e soddisfatti della crescita delle prestazioni.

    Due sono le obiezioni che mi sento di fare. La prima è: recuperare, come?

    Quelli davanti vanno a mille e per recuperare serve andare forte subito e nettamente più dei rivali. Altrimenti potranno, al massimo, tenere il loro passo. E consolidare il terzo posto.

    La seconda obiezione, invece, riguarda la fiducia. Da dove deriva?

    Anche al Nurburgring, dove doveva esserci la rinascita, non si è visto nulla di nuovo. Anzi, si deve registrare pure il primo motore finito arrosto!

    A ben vedere, la McLaren ha fatto fino ad ora gare molto simli tra loro, caratterizzate da buone rimonte e tempi sul giro interessanti. Ma perché, mi chiedo, decidano sempre di mettere tanta benzina nelle qualifiche per poi trovarsi imbottigliati nel traffico e doversi impegnare in rimonte impossibili?

    Visto che i tempi in gara sono vicini a quelli dei rivali, perché non tentare di partire in pole e giocarsela davvero, senza alibi?

    Il dubbio che siano degli stolti nel fare delle strategie è da escludere immediatamente. Per cui, dobbiamo pensare che partire con tanta benzina sia di gran lunga la loro tattica più premiante.

    Ma se questi sono i risultati…