Dai test di Jerez indicazioni reali per il 2006?

Dai test di Jerez indicazioni reali per la stagione 2006 della MotogP?

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    Dai test di Jerez indicazioni reali per il 2006?

    La MotoGp si prepara al via ufficiale dopo un’ultima sessione di test ufficiali a Jerez a meno di 15 giorni dall’inizio del campionato che ha fatto registrare interessanti tempi e novità. Il campionato 2006, quindi, si preannuncia interessante e combattutissimo fin dalle prime battute. L’assenza di protagonisti importanti (Biaggi in primis) e le ardite danze di team e piloti, tra cui Gibernau che parlerà italiano in sella ad una Ducati particolarmente performante nei test spagnoli, e Pedrosa pronto al grande debutto su quella ambitissima 4 tempi da tutti definita “la Moto” per eccellenza, sono solo alcune delle chiavi di volta su cui poggerà lo spettacolo di una MotoGP che parte subito senza esclusione di colpi e con tante sorprese.

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    Prima tra tutte, una Ducati che sembra aver trovato finalmente la quadratura del cerchio domata da un Loris Capirossi spumeggiante che si piazza al primo posto, girando ad appena 4 decimi dalla pole di Valentino dell’anno scorso e precedendo il compagno di squadra Gibernau che cerca il riscatto dopo l’opaca stagione 2005. Risultati completamente sovvertiti a poco più di una settimana dai test di Catalunya che avevano visto un Valentino solido e costante mentre tutti gli altri sguazzavano poco allegramente in una crisi più o meno nera.

    Ducati a parte, gli altri team non brillano. La Honda HRC, grande favorita insieme alla squadra dei 3 diapason, non riesce a spingersi più in là del quarto piazzamento con Pedrosa seguito a due lunghezze dal compagno di squadra Hayden, in mezzo una costellazione di Kawasaki e Suzuki che escono dal buio. Per vedere il primo esponente della Yamaha bisogna spingersi fino in settima posizione e trovare Colin Edward e addirittura in decima per Valentino Rossi.

    Precipita al 12esimo posto Melandri, dopo aver toccato il fondo con un 16esimo piazzamento nel secondo giorno di prove, forse ancora inebriato dagli ultimi lampi di luce della passata stagione, forse impegnato a trovare il giusto feeling con la RC211v targata 2006. Il compagno di squadra Elias non fa molto meglio piazzandosi ad un ottavo posto quanto mai inglorioso per un team che ambisce alle posizioni alte della classifica. Tamada si perde al 14esimo insieme a Kenny Roberts Jr che fa da apripista alla folta schiera di piloti a + di 2 secondi dal top.

    Risultati alla mano, c’è ora da capire quanto la classifica dell’ultimo giorno di prove sul circuito di Jerez sia specchio della realtà. Uno scenario che vede una Ducati esplosiva, ma comunque ancora troppo vicina ai tempi di Valentino dell’anno scorso, una Honda che sembra brancolare nel buio dei problemi meccanici e una Yamaha alle prese con il chattering che, a suo tempo, mise in crisi Biaggi, quanto è credibile?

    Dati ancora gli abbondanti tempi di recupero, è possibile che i grandi team abbiano invece voluto giocare a nascondino ed evitare di scoprirsi eccessivamente al fine di coprire i propri talloni d’achille e non ostentare i punti di forza.

    Certo è che un Dani Pedrosa che fa capolino da un magro quarto posto dell’ultimo giorno di prove, sicuramente insoddisfacente per l’HRC o un Rossi che giace in decima posizione, fanno riflettere.

    E la Ducati così ottimista? Analizzando bene la situazione, sembra aver sicuramente recuperato il gap dell’anno scorso, ma non ha abbassato il tempo al giro. Può considerarsi positivo raggiungere un traguardo ormai obsoleto?

    La Honda lascia perplessi, possibile che la casa alata sia veramente così indietro come vuol far credere? Anche considerando la giovane età dei due piloti alla guida della RC211V repsol, non bisogna dimenticare che uno dei due fa Pedrosa di cognome. Possibile, dunque, che i bug della moto siano così grandi da non essere recuperabili nemmeno un pò col talento del pilota?

    Altro caso eclatante: la decima posizione di Rossi che si lascia andare alla confessione: “Siamo confusi…non so come andrà. Non possiamo ancora usare la moto al massimo del suo potenziale per i giri veloci. La pista è questa, la moto è questa, le gomme sono queste. Sarei preoccupato se ci trovassimo in questa situazione sabato prima della gara, ma c’è ancora molto tempo e so che la Michelin e la Yamaha lavoreranno ancora per mettere a punto la moto.”

    Certo, un settimo e un decimo posto non sono sintomo di buona salute per una Yamaha fresca di nuovi sponsor, ma da un pilota che monta gomme Michelin, sembrano a tratti incredibili certe affermazioni.

    La casa francese di Bibendum ha dimostrato di sapersi migliorare di almeno un secondo da un anno all’ altro senza stravolgimenti meccanici limitativi o incrementali e si sa che Goubert ha dichiarato orgoglioso di riuscire a produrre gomme dedicate in 24 ore. D’altra parte, così come in Formula 1, dall’anno scorso c’è un intero settore impegnato nell’innovazione degli pneumatici anche in MotoGP…

    Si chiama innovazione…

    Finzione o realtà, già dalle prime battute sembra proprio che la MotoGP anche quest’anno regalerà uno spettacolo senza precedenti.

    I tempi ufficiali dei test IRTA a Jerez

    GIORNO 3

    01. Loris Capirossi – Ducati – 1’39.411

    02. Sete Gibernau – Ducati – +0.252

    03. Shinya Nakano – Kawasaki – 0.365

    04. Dani Pedrosa – Honda – +1.005

    05. Randy De Puniet – Kawasaki – +1.057

    06. Nicky Hayden – Honda – +1.159

    07. Colin Edwards – Yamaha – +1.310

    08. Toni Elias – Honda – +1.321

    09. Chris Vermeulen – Suzuki – +1.339

    10. Valentino Rossi – Yamaha – +1.496

    11. Carlos Checa – Yamaha – +1.723

    12. Marco Melandri – +1.797

    13. John Hopkins – Suzuki – +1.894

    14. Makoto Tamada – Honda – +1.969

    15. Kenny Roberts Jr – Honda – +2.262

    16. Jose Luis Cardoso – Ducati – +2.350

    17. Alex Hofmann – Ducati – +2.623

    18. James Ellison – Yamaha – +3.275

    19. Vittoriano Guareschi – Ducati – +3.348

    20. Tadayuki Okada – Honda – +4.102

    GIORNO 2

    01. Shinya Nakano – Kawasaki – 1’40.047

    02. Loris Capirossi – Ducati – +0.497

    03. John Hopkins – Suzuki – +0.744

    04. Randy De Puniet – Kawasaki – +0.792

    05. Dani Pedrosa – Honda – +0.812

    06. Valentino Rossi – Yamaha – +0.868

    07. Carlos Checa – Yamaha – +0.896

    08. Sete Gibernau – Ducati – +0.907

    09. Colin Edwards – Yamaha – +1.058

    10. Chris Vermeulen – Suzuki – +1.063

    11. Toni Elias – Honda – +1.207

    12. Makoto Tamada – Honda – +1.514

    13. Nicky Hayden – Honda – +1.698

    14. Kenny Roberts Jr – KR Honda – +2.080

    15. Jose Luis Cardoso – Ducati – +2.546

    16. Marco Melandri – Honda – +2.589

    17. Alex Hofmann – Ducati – +2.600

    18. James Ellison – Yamaha – +3.750

    19. Vittoriano Guareschi – Ducati – +3.799

    20. Tadayuki Okada – Honda – +5.575

    GIORNO 1

    1. Loris Capirossi (Ducati Marlboro) -1’40.910

    2. Sete Gibernau (Ducati Marlboro) -1’41.176

    3. Shinya Nakano (Kawasaki Racing) – 1’41.477

    4. Dani Pedrosa (Repsol Honda) – 1’41.499

    5. Toni Elias (Fortuna Honda) – 1’41.680

    6. Colin Edwards (Camel Yamaha) -1’41.730

    7. Carlos Checa (Tech 3 Yamaha) – 1’41.732

    8. John Hopkins (Rizla Suzuki) – 1’41.740

    9. Valentino Rossi (Camel Yamaha) -1’41.861

    10. Randy de Puniet (Kawasaki Racing) -1’41.915