Il governo è pronto ad inserire la nuova tassa per i SUV: si pagherà in base al peso, proteste tra gli automobilisti.
I SUV e i fuoristrada sono oggi i modelli più gettonati sul mercato delle automobili. Moltissimi appassionati scelgono auto grandi e spaziose per i propri spostamenti quotidiani. Questi modelli hanno però anche diversi detrattori. Da tempo infatti sono nel mirino soprattutto degli ambientalisti. I SUV infatti, con il loro peso e le loro emissioni, sono ritenuti particolarmente inquinanti e dannose per l’ambiente, tanto che in alcune città sono scoppiate delle vere e proprie proteste contro i proprietari di questi modelli. Anche per via dell’ampio spazio che occupano in strada e della loro influenza sul traffico.
Rimostranze che certamente non ne hanno affievolito il loro successo sul mercato, visto che si tratta ancora dei modelli più venduti, ma che hanno spinto a riflessioni su eventuali disincentivi che possano almeno parzialmente frenare la diffusione di questi modelli. Da tempo si parla di eventuale tasse sulle automobili in base al peso, e in alcuni casi l’idea delle tasse sui SUV è diventata realtà.
Fortunatamente, il provvedimento non è ancora in vigore in Italia. Ma in Francia sarebbe in arrivo una nuova tassa da pagare al momento della prima immatricolazione in base al peso del veicolo per incentivare l’utilizzo di veicoli più leggeri e meno inquinanti dal punto di vista ambientale. In particolare, sarebbero i veicoli che superano i 117 g/km di emissioni (il limite precedente era fissato a 123) nel mirino della normativa, che dovranno pagare una tassa di 50 euro. Questa andrà a salire man mano che crescono le emissioni, sino ad arrivare a 60.000 euro.
La sanzione colpirà i proprietari dei veicoli che superano i 1.600 kg, con un prezzo pari a 10 euro per ciascun chilo in eccesso. Dai 1.800 in poi la tariffa raggiunge i 15 euro, e sale a 30 euro per ogni per le vetture superiori a 2.100 chilogrammi. Tempi duri, dunque, per i mezzi grossi e pesanti, inclusi i tanto amati fuoristrada. La notizia non è certamente stata accolta con favore dagli automobilisti. Non resta che aspettare e vedere se anche nel resto d’Europa decideranno di seguire l’esempio della Francia.
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