GP Australia F1 2013: le pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

Le pagelle del Gran Premio d'Australia iniziano a essere impietose

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    pagelle gp australia 2013

    AP/LaPresse

    Messo in archivio il primo gran premio del 2013, è tempo di pagelle. Top e flop, alcuni clamorosi, sotto la bandiera a scacchi di Melbourne. E’ già momento di gravi insufficienze, da recuperare al prossimo appello, tra meno di sette giorni, in Malesia.

    Il dieci? Non va a nessuno, perché il week end perfetto non c’è stato. Il dominatore di qualifiche e gara non sembra esserci, con tanti team e piloti impegnati a far quadrare troppi aspetti che in Australia non hanno funzionato. Normale dopo appena una gara.

    Raikkonen 9: non brilla particolarmente nelle qualifiche ma in gara è senza dubbio il migliore, assistito da una Lotus che è una spanna sopra tutti gli altri. In avvio risale progressivamente senza strapazzare le gomme, poi con le medie prende il largo e vince facilmente, come afferma nel post-gara. La strategia a due soste, con quei 24 secondi in meno rispetto ad Alonso e tutti gli altri, sono merito della E21. Lui ci mette la consueta consistenza e velocità, dando già del tu alle nuove Pirelli. Non prende il massimo dei voti perché il distacco in qualifica rispetto alle Red Bull è ancora elevato, ma già a Sepang si candida autorevolmente per il bis. da tenere d’occhio.

    Alonso 9: 58 giri fatti a tutta, spremendo al massimo il potenziale della F138. E’ mancata la possibilità di giocarsela alla pari sul piano della strategia con la Lotus, demerito attuale della monoposto e non certo del pilota. Il primo giro è da 10 per lo scatto in griglia e l’attacco repentino a Hamilton. Ci prova con Massa senza trovare subito spazio, così la gara si accende dopo il pit stop, approfittando anche del “favore” ricevuto dal box, rientrando prima del compagno di squadra. L’unica disattenzione, il lungo a fine gara con Pic davanti. Anche per lui niente en plein in pagella per come si comporta in qualifica. Un secondo di ritardo è eccessivo. La Malesia per confermare lo stato di forma intravisto a Melbourne. Una garanzia.

    Vettel 8: Merita dieci per la velocità pura espressa in qualifica, la gara è da 6, perché quando hai una Red Bull e arrivi terzo in condizioni di gara normali c’è qualcosa che non funziona. Ci mette la toppa e tiene alta la bandiera del box, guardare Webber per rendersene conto.E ‘ apparso remissivo a certi tratti, tirando i remi in barca quando Alonso, invece, si lanciava nella rincorsa a Raikkonen. In Australia, di più, non si poteva ambire. Ragioniere.

    Massa 8: Un Felipe formato maxi. Fulmina Webber e Hamilton al via, lotta alla pari con Alonso, poi le scelte del box lo penalizzano togliendogli la gioia del podio. Per tutto il week end è stato davanti, veloce e consistente in gara. Torna a essere un pilota sul quale poter contare e lottare anche per il titolo Costruttori. Arriveranno le sue piste e se la Fferrari resterà quella competitiva di Melbourne avrà opportunità per stare davanti anche ad Alonso. Affidabile.

    Sutil 8: la carriera sembrava compromessa dopo le vicende giudiziarie e l’aggressione in Cina a Lux. A Melbourne le ha date anzitutto a Di Resta, sfruttando la macchina come un big. meritava il quinto posto perché ha gestito alla grande la strategia, spingendo nei momenti chiave e senza commettere mai un errore. Le gomme supermorbide ne hanno frenato lo slancio. Lo ritroveremo ancora davanti, specialmente sui circuiti in cui la differenza iniziale di mescola paga. Abbonato ai punti.

    Hamilton 7: il terzo posto in qualifica è tutto frutto del suo gran manico, poi in gara deve fare i conti con una Mercedes migliorata rispetto al passato ma ancora con evidenti limiti. Rallentato da problemi di affidabilità nelle libere, causato da un suo errore in precedenza, in avvio di gran premio ha dato il sussulto del lottatore quando ha resistito ad Alonso, sebbene fosse manovra inutile. Sembra aver preso per mano la squadra, vedremo quali risultati otterrà in stagione partendo da quinto posto australiano. Il solito leone.

    Button 6: mediocre la posizione finale, figlia di una Mclaren con tanta strada ancora da fare e tutta in salita. Prima del gran premio anticipava il migliore obiettivo possibile: andare a punti. Ci è riuscito, compitino portato a termine mentre Perez non si è mai visto. Impalpabile in ogni caso.

    Di Resta 5: senza infamia e senza lode. Quel che sarebbe un buon risultato per la Force Iindia, in fondo subito dietro al compagno di team, diventa prestazione sotto la sufficienza se messa accanto ai 58 giri di Sutil. C’è da giurare che non si aspettava una partenza di mondiale con i rapporti di forza interni alla scuderia già ben chiari. Depresso.

    Webber 4: prova a giustificare la partenza in modalità “nonno al semaforo” spiegando i problemi con la telemetria prima del via. Gara incolore, con un sesto posto agguantato solo grazie alle difficoltà di Sutil con le supermorbide. Con prove come quella del gran premio d’Australia rischia seriamente di avvalorare le tesi di Marko: azzecca due gare grandiose all’anno. Può dare di più, iniziando col ridurre il ritardo da Vettel in qualifica. Sveglia!

    Grosjean 4: insieme a Webber meriterebbe forse anche meno. Quando il tuo compagno di squadra domina la gara partendo in griglia accanto a te e tu finisci ai margini della top ten, c’è poco da commentare. Deve risolvere i problemi che ha con la macchina, interpretarla al meglio come ha già dimostrato di saper fare. Il dubbio? Guardando le posizioni perse in partenza sembra che corra spaventato da una sanzione che pende sopra la sua testa. D’accordo evitare gli strike stile 2012, ma deve recuperare aggressività, anche a costo di qualche contatto e ala danneggiata. Viceversa il gran bel pilota veloce già visto rischia di diventare un ricordo. Smarrito.